L’aria che tira non è per niente buona. Alle motivazioni tecniche addotte dai sostenitori del SI’, la risposta che si sente ovunque è una guerra contro la Meloni e il suo tentativo “fascista” di mettere le mani sulla giustizia per costruire uno Stato autoritario e di polizia. Una postura pregiudiziale e biecamente ideologica che si adatta perfettamente al Dna storico italiota: la zona comfort mentale, esistenziale, economica, psicologica, privatistico-domestica. Una rendita di posizione che porta da un lato, ad affidarsi ciclicamente al “salvatore della patria” (Mussolini, Berlusconi, Salvini, Renzi, Conte, ora la Meloni), purché faccia il lavoro sporco per tutti, senza mutare le abitudini e gli equilibri personali e collettivi; dall’altro, a rinnegarlo (“la sindrome di piazzale Loreto”), se questo lavoro non lo fa e anzi, si permette di turbare proprio la zona comfort.
Purtroppo la comunicazione dei comitati del Sì, in questa campagna referendaria, non si è dimostrata all’altezza: frasi tipo “cambiare”, “riformare”, danno ansia, esprimono fatica, dubbi, e appunto, mettono in discussione il magico mondo dell’italiano medio, sia di destra, sia di sinistra. E la zona comfort oggi è diventata la Costituzione che deve restare immobile per definizione, sacra per diritto divino, come appunto il recinto di casa. Altrimenti c’è il vuoto, il baratro, la paura, l’incognita senza comode certezze.
Gli slogan per il Si dovevano essere diversi, secchi, indirizzati alla pancia, tipo: “Giustizia pulita, azzera le correnti, vota SI’”, oppure “Chi sbaglia paga, anche i giudici, vota Si’”.
E una campagna fatta di domande dirette. Ecco qualche esempio.
Premessa: la Riforma, tra l’altro non imposta da qualche autocrate, ma approvata dal parlamento sovrano, non è una riforma di destra o di sinistra, ma una riforma di buon senso che riguarda la vita e la libertà di tutti.
DOMANDA-1:
CHI SBAGLIA DEVE PAGARE O NO?
I giornalisti pagano quando sbagliano, c’è il reato di diffamazione; i medici, quando sbagliano vengono denunciati e pagano, i politici incorrono nell’autorizzazione a procedere. E i giudici? No. Non pagano. Al massimo, per impugnare una sentenza i cittadini possono fare ricorso allo Stato. Immaginiamoci quanto tempo passa per ottenere ristoro. Ricordo che nel referendum del 1987 oltre l’80% degli italiani si espresse a favore della responsabilità civile del magistrato. Ebbene non se ne fece nulla. Il legislatore non si uniformò alla volontà popolare. Con la riforma-Nordio, invece, finalmente la nuova Alta Corte Disciplinare avrà questo potere: evitare l’impunità dei magistrati che rovinano la vita alle persone con sentenze sbagliate, ripristinando così le condizioni di piena legalità e di vera trasparenza del potere giudiziario. Non un Csm che mette la polvere sotto i tappeti.
DOMANDA-2:
LE CORRENTI SONO UN MALE O UN BENE, visto che avvelenano la vita della nazione a 360 gradi?
Anche qui, la riforma Nordio interviene: il sorteggio previsto, ridimensionerà un malcostume dilagante da decenni e decenni: e finalmente si darà più spazio alla competenza e alla meritocrazia. Meglio un listone con tanti nomi che un nome imposto a tavolino.
DOMANDA-3:
CHI E’ IL VERO FASCISTA?
Certa sinistra, perché ci sono tante personalità progressiste (costituzionalisti e politici che votano Si, come Stefano Ceccanti, Enrico Morando, Stefano Esposito, Claudio Petruccioli, Chicco Testa), evoca una sorta di mano nera della destra per limitare l’autonomia della magistratura. Ma ricordo ancora, anche qui, che la simbiosi tra Pm e Giudice appartiene al processo inquisitorio del Codice Rocco del 1931, e che la riforma Vassalli nel 1988, ha di fatto introdotto il sistema accusatorio, basato su un sostanziale equilibrio tra accusa e difesa. E quindi, a maggior ragione le carriere, come avviene in modalità diverse, nei paesi più civili (la Gran Bretagna, gli Stati Uniti, Belgio, Francia, Spagna, Canada, Giappone), devono essere separate e il giudice deve essere terzo, un arbitro tra accusa e difesa. Si è mai visto un arbitro che parteggia per una squadra? La Riforma-Nordio procede in questa direzione: un arbitro e due contendenti: avvocato e pm. E guarda caso la separazione delle carriere non c’è nei paesi autocratici come Cina e Russia.
Se ne deduce che l’autoritarismo della destra che vorrebbe controllare la magistratura è una fake news. E se c’è qualche nostalgico del passato littorio è proprio la sinistra che difende il processo inquisitorio del codice Rocco.
DOMANDA 4:
LA POLITICA NELLA MAGISTRATURA?
C’è già e sta a sinistra. Certe recentissime sentenze gridano vendetta e ci fanno capire la posta in gioco: ad esempio, i teppisti dei centri sociali che hanno aggredito i poliziotti a Torino, subito scarcerati e obbligati alla sola firma “compatibilmente con i loro impegni”; la giustizia a orologeria scattata in tanti casi, specialmente quando riguarda politici non di sinistra, le interpretazioni ideologiche ogni qualvolta c’è il tema dell’immigrazione illegale, l’attenuante del disagio sociale quando un reato lo commette un extracomunitario, a differenza della pena comminata a parità di reato da un italiano; e infine, l’accanimento ideologico da Stato etico pedagogico contro la famiglia del bosco, sottraendo i figli a una mamma e a un papà in modo spietato. Per concludere, una letterina al magistrato Gratteri: chi vota Sì non è un delinquente, un corrotto o un massone deviato, ma un cittadino che ancora ragiona con la propria testa.





