Onda blu, rivoluzione blu: Blu Marine. Decodificato, tutti sul carrozzone della Le Pen. Dai detrattori pentiti agli imitatori di casa nostra. Dalle ex penne brillanti alle penne di regime. Fino a ieri il capo del Fronte nazionale era il simbolo transalpino della destra retriva, fascistoide, populista e razzista. Oggi, per incanto (la forza dei numeri democratici), dal voto di ieri, è diventata il segnale, il segno di un’insofferenza sociale reale nei confronti della crisi economica e dell’inefficienza istituzionale e politica della Ue.

E’ tristemente normale e scontato. Ci siamo abituati. La dittatura mediatica e il politicamente e culturalmente corretto hanno le loro regole. Ma per favore, dimenticare, questo no.

Chi scrive ci ha messo la faccia prima, quando Marine non era blu, ma nera, profondo nero, ossia il male assoluto.

Ho curato l’edizione italiana del suo libro “Controcorrente” (Edizione Libri del Borghese), l’unico uscito da noi; ultimo di una lunga serie che mi ha visto impegnato a studiare Cameron, Aznar e Sarkozy. E ho organizzato a Roma la presentazione del suo libro (insieme a lei, anche il leghista Borghezio e l’editore Lucarini)… e gli attuali estimatori dove erano? Il vuoto. Il silenzio. L’unico che ha avuto coraggio, va riconosciuto, è stato il senatore Aracri.

Le ragioni? Dal Pdl alla sinistra, scuse speculari (per quanto riguarda il versante di centro-destra: paura, vergogna, complesso di subalternità verso la sinistra; per quanto riguarda il versante sinistro: antifascismo e puzza sotto il naso). In sostanza, solo dinieghi, scappatoie e condanne ideologiche.
Invece, il tema non era la legittimazione o la demonizzazione della Le Pen, ma la comprensione di una linea politica che avrebbe prima o poi pagato: l’anti-Ue montante come anti-caste, anti-vecchia politica.

Ecco alcuni punti della rivoluzione blu di Marine (contenuti nel libro Controcorrente), il viatico e il segreto del suo successo:

  1. Fine della dicotomia destra-sinistra, ma nuovo bipolarismo da esportare in Europa: “alto” contro “basso”. Ossia, lobby, caste, regime, Ue, euro, banche, finanza, contro popolo (è la traduzione moderna dell’eterna lotta tra la visione vandeana della democrazia e la visione giacobina-statalista);
  2. Populismo virtuoso: parlare direttamente al popolo (eredità gollista) e semplificazione del linguaggio politico;
  3. Fronte repubblicano-patriottico: trasversalità dei temi, fine dei proprietari privati degli argomenti;
  4. Fine dell’arco repubblicano che escludeva la Le Pen: oggi sarà l’Ump a decidere da che parte stare, non il Fn;
  5. Fine dell’anticomunismo e dell’antifascismo: identità, tradizione, sovranità dei popoli, sovranità storica, istituzionale, economica e monetaria (no-euro), contro la global governance, il governo mondiale dell’economia;
  6. Ridefinizione dello Stato sociale, del pubblico contro le ricette ultraliberiste fallimentari;
  7. Distinzione tra immigrazione clandestina, rifugiati e integrazione di qualità. Sì al reato di immigrazione clandestina;
  8. Sicurezza: certezza del diritto, della pena e della detenzione.