nazi-buonisti-fabio-torrieroFabio Torriero, giornalista, politologo, direttore di Intelligonews, presenta la sua ultima fatica letteraria. Una sorta di diario quotidiano con cui descrive attraverso l’attualità la società attuale, prigioniera del soggettivismo estremo e capace di generare un nuovo genere antropologico: I Nazi-Buonisti.

«Nazi-buonisti». Una provocazione, un pugno nello stomaco, un titolo forte, una fotografia cruda della realtà, un libro scritto di getto, senza tagliando di iscrizione alla gara del politicamente corretto sugli «Italiani di oggi: da Dio, Patria e Famiglia a Io, Patrimonio e Tengo famiglia» e «la società delle pulsioni dell’io». Fabio Torriero, giornalista, politologo, già opinionista de Il Tempo e oggi direttore di «Intelligonews.it», ha presentato la sua ultima fatica letteraria, edita da Koiné. Un volume che ripercorre gli ultimi due anni della nostra storia recente (il 2012 e il 2013) mettendo in collegamento avvenimenti di cronaca nera e politica. Una sorta di diario, con notizie a cadenza quotidiana, tessere di un un mosaico che, tassello dopo tassello, si compone nell’immagine profonda della società attuale, sempre più prigioniera del soggettivismo estremo e capace di generare questo nuovo genere antropologico, di cui secondo l’autore è perfetto, estremo rappresentante il protagonista della assurda strage familiare di Motta Visconti.

«Sempre più il cittadino vive da monade arrogante» spiega l’autore «violento, narcisista, egoista assoluto. E si fa artefice della globalizzazione nazi-buonista». Un atteggiamento che secondo Torriero fa il paio con discutibili sentenze della magistratura in materia di temi etici, giustizia, diritti civili. Ma anche con una società che tollera il buonismo giudiziario, manda in permesso premio i serial killer e tiene in carcare chi ha ucciso per legittima difesa. Una invettiva, quella di Torriero, che si concentra, ad esempio, contro il reato di omofobia. «Tutti gli insulti sono uguali: contro i gay, i terroni, i meridionali, le donne, i neri, gli ebrei e vanno puniti nello stesso modo. Perché allora non si introduce il reato di eterofobia o di cristianofobia? O non si reintroduce il reato di bestemmia?». L’idea di fondo è che si vada verso un pensiero unico fondato su alcuni Comandamenti dominanti e si creino campi di concrentramento virtuali per la «rieducazione democratica». Una sorta di «nuovo nazismo democratico», di stampo psico-antropologico, «tra Hitler, Robespierre e il Mulino bianco» che sancisce la «morte della società liberale». «Tutto è iniziato con la Rivoluzione francese» spiega Torriero «con l’eterno scontro tra la democrazia storica (la concezione vandeana gradualista della società, legata alla terra, all’identità, alla tradizione, al diritto non scritto) e la democrazia ideologica (il mito astorico dell’uomo universale). Robespierre, la ghigliottina, Napoleone e lo stalinismo rappresentano il fallimento della democrazia ideologica: o si è cittadini repubblicani (liberté, égalité, fraternité) o si è nemici». Il tutto per arrivare a formare «un’altra razza ariana: la nuova razza democratica».